lunedì 16 maggio 2016

Irrazionale...

Sono confuso e incerto nel pensiero, non riesco più a capire il genere umano forse anche perche non riesco più a capire me stesso.(so qualcuno dira che sono vecchio e malandato...può essere!!!)
La vita si sta complicando sempre di più e ci rende più vulnerabili ed e forse per questo ci rende incapaci di prendere decisioni importanti.
L’uomo in questi ultimi tempi sembra che sia impazzito diventando irrazionale incapace di prendere decisioni giuste sembra che si sia perso quel giusto buonsenso di un tempo.
I tempi si sono accelerati rispetto al passato forse questo un altro motivo per cui l’uomo non riesce a crescere con i tempi cosi veloci e implacabili.
Decisioni rapide con le quali siamo chiamati tutti i giorni a risolvere problemi di ogni genere decisioni che cambiano la propria vita o ancora peggio anche quella degli altri.
Il buon senso credo che sia la ricetta giusta che ognuno di noi deve mettere in campo quel buonsenso dettato dalla propria esperienza con un’aggiunta di fatti e dati che ci deveno servire a valutare le cose ed infine quella saggezza che individualmente ognuno di noi ha che si e costruito giorno dopo giorno e che ci ha fatto crescere.
Si dice che l’uomo si distingue dagli animali perchè oltre ad usare l’istinto usa anche il cervello e l’intelligenza che gli ha permesso di governare il mondo.
L’irrazionalità dell’essere umano e dovuta alla presenza di ragioni passionali ed emotive che lo spinge a risolvere i problemi con il cuore e con i sentimenti, invece che con il cervello.
Voglio sperare che questo non porti a situazioni di crisi sociali che come la storia ci insegna ci porterebbe a rivoluziono o ancor peggio a guerre che non si sa dove ci porterebbe.
Auguri mondo auguri uomo auguri osvaldo dai che ce la fai…

domenica 1 maggio 2016

Guardami negli occhi...


Guardami negli occhi

Cerca di entrare nei miei
Entra con amore
Corri con me senza avere paura di vedere cose che ti possono fare del male.
Entra con amore per me senza falsità e ipocrisia ed io faro lo stesso con te.
Entra con rispetto per le mie idee come faro con le tue
Entra nel mio cuore dammi la mano e non aver paura di correre con me sul ciglio del baratro più profondo.
Entra nel mio cuore attraverso i miei occhi e trova quello che non hai mai visto.
Entra e se troverai ostacoli prova ad attraversare anche con forza.
Entra e dammi la tua mano e ti accompagnerò nei miei sogni.
Guardami negli occhi e resta a guardare con me il baratro più nero con il tuo sorriso.
Guardarmi attraverso le mie manie e difetti.
Amami anche se ho peccato, anche se lo faro ancora.
Alla fine dimmi chi sono perche ancora non sono riuscito io stesso a vedermi come solo tu sei riuscita a farlo
Guardami negli occhi attraversa il mio cuore e dimmi quanto mi ami perche almeno questo io so quanto io sia innamorato.
Osvaldo


martedì 26 aprile 2016

Cerchero di non piangere più








                             Cercherò di non piangere più…
 
Visto che ultimamente mi emoziono di piu e verso sempre tante lagrime ho avuto questa ispirazione e ho fatto una promessa che... 
Ho pianto e lo farò ancora 
Ho pianto quando sono morti i miei genitori. 
Ho pianto quando se ne andato mio nipote. 
Ho pianto quando se ne sono andate persone a cui ho voluto bene. 
Ho pianto tanto per Amore con la A maiuscola. 
Ho pianto quando ero giovane e cercavo di trovare la mia strada. 
Ho pianto quando a volte mi sentivo estraneo nella mia stessa famiglia. 
Ho pianto quando aspettavo inutilmente un alito di vento che mi aiutasse a incasinarmi la vita e renderla avventurosa. 
Ho pianto quando sentivo canzoni che mi entravano nell’anima. 
Ho pianto quando ti rendi conto di non essere riuscito a spiegare meglio ai tuoi figli cosa è la vita. 
Ho pianto perché a volte mi trovavo a discutere da solo con le mie contraddizioni da vecchio 60enne. 
Adesso piango perché ho paura di non essere stato quello che volevo essere e non lo sono stato. 
Ho pianto e non me ne vergogno e vado avanti cosi come sono senza paure e risentimenti. 
Di certo non piangerò mai per aver fatto del male perché è qualcosa che non riuscirei a fare. 
Cercherò di non piangere più, anche se sono convinto che chi piange è di sicuro più forte di coloro che non lo fanno.

Dedicato a tutti i piagnucoloni come me…

Monfalcone 26 Aprile 2016

Osvaldo

Cosa è lo stile?


                  La domanda: cosa è lo stile ? : “Lo stile è un’evoluzione naturale. Qualcosa che si deve capire e costruire col tempo. Bisogna prima scoprire quello che ti appartiene e poi coltivarlo. Non si può fare tutto insieme.”

Mi sono messo a pensare a quelle volte in cui, pur indossando qualcosa di attuale, non mi sentivo a mio agio. Alle volte in cui, dopo aver letto un servizio di moda che bocciava un certo capo di abbigliamento che io indossavo, mi scoprivo con quella sensazione di incompetente. Alle volte in cui ho acquistato che poi non ho mai indossato e a quando ho portato allo sfinimento qualcosa fino a logorarne il tessuto.
E allora ho capito: è quello lo stile. È il coraggio di non omologarsi, il coraggio di vestirsi di ciò che piace a prescindere dalle mode del momento. È la disponibilità a conoscere, a provare, eppure non tradire mai il nostro corpo e la nostra indole, non ingannare il nostro riflesso nello specchio, ‘ché siamo unici, con le nostre forme, la nostra taglia, la nostra bellezza.
Ma ho capito anche che lo stile si crea strada facendo, prendendo qualche scivolone, concedendosi dei tentativi, andando dritta a un’idea o accettando un suggerimento. Lo stile si crea col tempo, sì, accumulando il gusto, ma non soltanto per le cose belle, piuttosto per il nostro corpo. Io ho scoperto il mio stile quando mi sono innamorato di me. Solo allora si è disposti a coccolare la propria immagine, quando l’accettiamo, la ammiriamo, ne scorgiamo i difetti con indulgenza, quando sentiamo il piacere di valorizzarla. Lo stile è amore verso se stessi. È un cappello a falda larga solo se ci fa sentire affascinanti, un paio di guanti solo se ci fanno sentire intriganti, una borsa che racchiuda ciò che ci sta a cuore.
“solo gli sciocchi seguono la moda"”, diceva Emilie du chatelet, tre secoli fa. E io mi associo, e mi piacerebbe molto aver sempre il buon gusto di venire a patti con le mode per restare sempre, inconfondibilmente, me stessa.
E voi? Cos’è lo stile per voi?
E qual è l’oggetto che rappresenta il vostro stile?

mercoledì 6 aprile 2016

Perdonare?


Io ci sono riuscito, ho aspettato un pò, certo, ma ci sono riuscito, adesso spetta a voi farlo...
...Quante volte dopo aver subito un’offesa, un torto, un’aggressione, superata la fase della rabbia ci siamo chiesti se sia giusto perdonare ?
Rispondere a questa domanda non è facile. C’è qualcuno che è contrario al perdono perché riteneva che fosse una caratteristica dei deboli perché incapaci di affermare i propri diritti o incapaci di ribellarsi e di vendicarsi.
Altri lo considerano possibile solo nel caso di una sottomissione al più forte o nel caso di un puro narcisismo al sentirsi superiore agli altri perdonando.
La capacita di perdonare, naturalmente, è anche legata all’entità dell’offesa o torto subito e all’importanza che riveste per l’offeso la persona che la ha inflitta.
Di cero il perdono richiede tempo e può avvenire solo dopo che vi sia stato un percorso mentale su l’offesa ricevuta, che permetta di placare la rabbia, il desiderio di vendetta o di punizione di chi ha inflitto il tutto.
Dimenticare non significa perdonare ma è il solo modo per rendere il tutto meno doloroso.
Nello stesso modo perdonare non significa riconciliarsi ma semplicemente non intendiamo più avere nessuna relazione in futuro con la persona che ci ha offeso.
Sono del parere che se non vogliamo dimenticare una persona l’unico modo che abbiamo è odiarla, in più rende più vivo chi ci ha offeso. Tutto questo crea dipendenza. L’altra faccia del perdono è l’odio e l’odio crea dipendenza affettiva.
Per perdonare bisogna anche guardare la realtà dal punto di vista di chi ci ha offeso, comprendendo quelle che possono essere state le motivazioni delle quali possa essere stato, a sua volta, vittima chi ha offeso. Bisogna anche riconoscere eventuali errori che possano aver contribuito alla genesi del torto. Questo insieme di cose potrebbero agevolare la concessione del perdono.
Perdonare, quindi, come gesto di amore per se stessi, perdonare anche se stessi  di aver permesso all’altro di farci del male.Non dimentichiamo che gli altri ci trattano come noi li permettiamo di trattarci. In questo senso il perdono può rappresentare un’occasione di crescita personale perché quello che è accaduto non accada più.
21 giugno 2015
Cio che accade non accade mai per caso, ha sempre un senso, spetta a noi coglierlo per proseguire nel modo migliore la nostra vita e condividerla con le persone che amiamo...
 




Disse John Fitzgerald Kennedy :
Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi”.

mercoledì 25 dicembre 2013

Grazie papà

 

 Grazie papà

 

 Grazie di tutto quello che hai fatto per me, grazie di quello che continui a fare e che so, lo farai sempre, tu ti sacrifichi sempre per tutti, dai sempre tutto senza mai chiedere niente, sei una persona buona di cuore.
Ti sei sacrificato per me anni fa non abbandonandomi come avrebbero fatto altri o come ti hanno detto in tanti, ti ringrazio sempre di questa tua scelta, adesso quei tanti che ti avevano detto lascia perdere, pensano il contrario, perché vedendomi come sono ora vorrebbero avermi loro, perché sanno che valgo molto, ma io sono così solo grazie a te e alla mamma, dopo aver ascoltato per anni quello che dicevi sulla politica e su tutti quei programmi, ho imparato molte cose, e ho imparato ad avere il mio punto di vista sul mondo, tu sai benissimo che fin da piccola ho avuto le idee chiare su cosa fare della mia vita, e oggi ho imparato come realizzare tutte le mie idee per cambiare il mondo.
Ho sempre voluto che tu fossi orgoglioso di me, perché so che ci tieni al fatto che io diventi qualcuno, ma voglio precisare che quello che faccio prima di tutto lo faccio per me stessa, perché se non fosse così non arriverei da nessuna parte.
Lo so che tantissime volte ti faccio arrabbiare, e mi dispiace, tu dici sempre che sono insensibile e che dovrei migliorare, come dici tu ora in confronto a quando ero piccola sono una “Stronza” (scusa la parola) ma non ti ho mai detto perché alla fine sono così, mi sono sempre giustificata dicendo che si cresce, ma non è vero, io sono così per molti altri motivi, che con il tempo mi hanno fatto chiudere in me stessa e hanno creato in me come una corazza che non lascia passare niente, non lascia uscire emozioni e non le lascia entrare, lo so è sbagliato tenersi tutto dentro, ma ho paura, non l’ho mai detto ne a te ne alla mamma, ma dall’ultima volta in cui sono stata a Cuba non mi sono più ripresa, ho incominciato ad accumulare tutto il dolore, l’odio, la tristezza, fino al punto in cui non sapevo più come contenerlo, e così ho incominciato a prendermela con tutti anche con voi, rispondendovi male perché ero arrabbiata dentro che le mie parole contenevano solo quello che provavo in me, per me è sempre stato molto difficile relazionarmi con gli altri perché non riuscivo a fidarmi di nessuno, per paura di essere di nuovo abbandonata, e quindi non lasciavo avvicinare nessuno, perché se mi fossi affezionata magari avrei sofferto se mi avrebbe lasciato, quindi io trattavo tutti male perché mi odiassero e non si avvicinassero, facevo in modo che le persone avessero paura di me, perché nessuno si avvicinerebbe a qualcuno sapendo che questa persona li incute timore, probabilmente adesso sarai sorpreso perché non ti aspettavi che io provassi questo, nel corso del tempo ero stufa di questa vita, perché ero sempre costretta a prendere scelte sempre più dolorose, e quindi a dovere diventare sempre più cattiva con me stessa e con gli altri, una volta quando eravamo in macchina , ti avevo detto se potevo andare dallo psicologo e mi ricordo che tu hai risposto “ per cosa” tu non ne hai bisogno, sei forte e io sono stata zitta, forse adesso dopo aver letto capisci perché te lo avevo chiesto,io ho bisogno di sfogarmi, ho bisogno di vivere la mia vita sapendo di non dover  scegliere la via più dolorosa e infelice per dover soffrire e sentire quei dolori che ho provato da un rifiuto, con quella tua risposta, ho capito che in realtà nessuno aveva mai capito come mi sentivo, io non sono forte come credi, io lascio che la gente pensi che io lo sia , e anche tu e la mamma ci avete creduto come tutti gli altri. Mi dispiace per queste mie parole, mi dispiace per non essermi mai confidata, ma io avevo paura, e mi comporto ancora così come mi sono descritta perché ho ancora paura e ne avrò sempre io cerco di colmare il vuoto dentro di me da molto tempo, tramite tutto ciò che rendeva felice te e il nonno per cercare di dare uno scopo alla mia vita, ma invano, non ci sono mai riuscita, ti ho confidato tutto ciò perché vorrei che tu capisca quanto è importante per me andar via da qua, e lo so che sarà difficile per tutti, ma io ne ho bisogno, ho bisogno di cambiare aria, di ricominciare da capo la mia vita e finalmente cercare di affrontare il dolore superarlo e lasciando entrare le emozioni, ora mai non ho più ricordo, di cosa significhi voler e lasciar volere veramente bene a una persona, è da tanti anni ormai, più o meno da quando è morto il non, che non ricordo un momento in cui sono stata felice di essere nata, anzi, negli ultimi anni non faccio altro che rimpiangerlo.

 Oggi  dovrebbe essere un giorno di festa, è Natale, bisogna fare dei bei doni, ma tu hai sempre detto che il miglior dono è un bacio, un abbraccio  e la presenza di una persona che ti vuole bene, così ho voluto farti questo regalo, la mia sincerità, un bacio, un abbraccio e la mia presenza.
Buon Natale papà, e spero che tu d’ora in poi tu mi capisca di più, non rimanerci male, ma coglilo come qualcosa di positivo.
Yenniffer  Natale 2013

sabato 7 settembre 2013

Un Buon Leader

                   

Un Buon Leader

Inspiration     :     Saper ispirare
Focus on team interests and needs     :     Concentrarsi su interessi di squadra
                                                                   e i sui bisogni
Stimulations work     :     Stimolazione lavoro 
Recognitions    :         Riconoscimenti
Encouragement     :    Incoraggiare
Support     :    Supporto
Expects the best     :     Auspica che il migliore
Clear Communication     :     Comunicazione chiara
Vision     :    Visione
Good Example     :    Buon esempio
Clear Goals     :     Obbiettivi Chiari
Integrity     :     Integrità.
...
Quando entriamo in un gruppo, dobbiamo gradualmente diventare una parte integrante dell'organizzazione. Il rapporto sarà di reciproca influenza : dobbiamo cautamente intervenire sulla collettività e, a nostra volta, lasciarci plasmare dalla compagnia degli altri.
Esercitare un'influenza su qualcuno richiede un grande intuito.
Dobbiamo sapere quando agire, quando restare passivi, quando gli altri sono ricettivi e quando invece non ci ascoltano. Tutto ciò naturalmente una certa esperienza, e per coltivare la sensibilità necessaria occorre partecipare a un gran numero di relazioni, dalla vita familiare a quella di gruppi e comunità. Vivremo, nel tempo, momenti di frustrazione e di successo, ma in entrambi i casi sarà essenziale la tenacia. Se le nostre iniziative verranno ascoltate dovremo resistere mantenendo la nostra posizione, o cambiandola se una migliore s'impone. Se avremo successo non potremo affidarci unicamente al carisma, ma dovremo anche impegnarci per realizzare appieno ciò che il gruppo ha deciso di fare.
La vera leadership è una combinazione di iniziative e umiltà. Il leader migliore resta in ombra, guidando ma senza attirare l'attenzione su di sé. Se il gruppo dimostra di possedere una direzione in cui procedere, il leader è già soddisfatto . Esigere credito è inutile : il credito verrà automaticamente riconosciuto quando gli altri comprenderanno che a portarli al successo è stat la sua sottile influenza.
Tratto Tao "365 meditazioni"