sabato 7 settembre 2013

Un Buon Leader

                   

Un Buon Leader

Inspiration     :     Saper ispirare
Focus on team interests and needs     :     Concentrarsi su interessi di squadra
                                                                   e i sui bisogni
Stimulations work     :     Stimolazione lavoro 
Recognitions    :         Riconoscimenti
Encouragement     :    Incoraggiare
Support     :    Supporto
Expects the best     :     Auspica che il migliore
Clear Communication     :     Comunicazione chiara
Vision     :    Visione
Good Example     :    Buon esempio
Clear Goals     :     Obbiettivi Chiari
Integrity     :     Integrità.
...
Quando entriamo in un gruppo, dobbiamo gradualmente diventare una parte integrante dell'organizzazione. Il rapporto sarà di reciproca influenza : dobbiamo cautamente intervenire sulla collettività e, a nostra volta, lasciarci plasmare dalla compagnia degli altri.
Esercitare un'influenza su qualcuno richiede un grande intuito.
Dobbiamo sapere quando agire, quando restare passivi, quando gli altri sono ricettivi e quando invece non ci ascoltano. Tutto ciò naturalmente una certa esperienza, e per coltivare la sensibilità necessaria occorre partecipare a un gran numero di relazioni, dalla vita familiare a quella di gruppi e comunità. Vivremo, nel tempo, momenti di frustrazione e di successo, ma in entrambi i casi sarà essenziale la tenacia. Se le nostre iniziative verranno ascoltate dovremo resistere mantenendo la nostra posizione, o cambiandola se una migliore s'impone. Se avremo successo non potremo affidarci unicamente al carisma, ma dovremo anche impegnarci per realizzare appieno ciò che il gruppo ha deciso di fare.
La vera leadership è una combinazione di iniziative e umiltà. Il leader migliore resta in ombra, guidando ma senza attirare l'attenzione su di sé. Se il gruppo dimostra di possedere una direzione in cui procedere, il leader è già soddisfatto . Esigere credito è inutile : il credito verrà automaticamente riconosciuto quando gli altri comprenderanno che a portarli al successo è stat la sua sottile influenza.
Tratto Tao "365 meditazioni"



mercoledì 28 agosto 2013

L'ipocrisia...


L'Ipocrisia


Voglio morire, anche se fossi solo, l’importante è mantenere fede alle proprie idee.
Non sono disponibile a scambiare la verità con l’ipocrisia.
L’Ipocrisia è concessa solo ai puri per il semplice motivo che loro la utilizzano solo per amore e non per puro gusto o più semplicemente per interesse.
Quando a un certo punto della tua vita ti ritrovi a dover fare i conti di quello che sei stato, delle scelte che hai fatto cercando di tornare indietro nel tempo semplicemente attivando il tasto replay nella tua testa usando il cuore per ritrovare quei momenti, situazioni in apparenza poco importanti ma che analizzando ti rendi conto che alcune scelte sono state determinate proprio da quei piccoli e insignificanti momenti.
Gli amici o più semplicemente persone che hanno attraversato la tua vita, anche per brevi periodi, sì, anche loro hanno fatto si che le tue scelte siano state proprie quelle.
Di certo, non tutto quello che tu hai voluto non si è avverato per colpa o per sfortuna ciò non toglie che sono state scelte tue è questo è importante.
Posso dire che ho fatto quello che infondo, nel bene o nel male, Io lo voluto.

domenica 21 aprile 2013

Decisioni più durature...




Vi siete chiesti che differenza possa fare una persona nel mondo?
Guardiamoci  dentro, chiedendoci se siamo capaci di atti di eroismo e di grandezza.
La verità è che ogni volta che compiano un'azione questa ha un impatto, ogni singola cosa che facciamo ha un effetto su chi ci circonda, ogni nostra scelta produce una reazione a catena nel mondo.
Il più insignificante atto di generosità può causare una reazione a catena di benefici imprevisti verso persone che non conosciamo, i risultati che non conosceremo mai ma che comunque in un momento in cui tutto è possibile, l'istante in cui è stata fatta una scelta o compiuta un'azione, le reazioni a catena più durature innescate in quei momenti da quelle azioni  e da quelle scelte sono sempre decisioni ispirate dall'amore.

giovedì 20 dicembre 2012

Per te...

Questa poesia, che io scrissi a Cuba nel lontano 1999 all'Habana, non ha un motivo specifico, lo letta molte volte senza ricordarmi del perché lo avessi fatto, non mi ricordo se era per un amore svanito o per una mia semplice ispirazione...Comunque la pubblico lo stesso sperando che qualcuno possa leggerla e giudicarla...


Non so
Non so dà che parte sto
Non distinguo la destra dalla sinistra
Quel che è giusto da ciò che è sbagliato 
Mi dicono stupido
Mi dicono pazzo
Ma se sono scemo per te
oh!!! già è qualcosa.
Non riesco a smettere di pensarti
Questa è l'ultima possibilità
Non riesco a smettere
Non so come dire
Quel che va detto
Non so se è bianco o nero
Altri ancora la vedono rossa
Non mi danno risposte chiare
Lo lasci a te
Che questo che sto provando sia fuori moda
O forse fuori del tempo
Sono queste parole a distrarti
Da quel che vorresti sentir dire 
Io provo a sputare il rospo
Provo a spiegare
Come mi sento.
Questo non è amore?

Riflessioni sulla vita



Quando per tanti anni della tua vita hai sempre vissuto nelle certezza, quelle certezze che i tuoi genitori ti hanno sempre garantito con loro esempio e i loro amore, tutto ad un tratto ti accorgi che nella vita di un uomo ci sono più incertezze, in quel momento ti senti tradito.
Non credo che i miei genitori mi volessero far del male, credo però che bisognerebbe dedicarsi di più alle queste ultime in modo che quei momenti non accadano mai.
E' molto difficile sopportare un situazione negativa quando pensi che tutto sia bello, al contrario, lo accetti, almeno con un pò di sorriso e pensi :
Hooo!!! capita ogni tanto qualcosa di buono in questa vita di merda...
Essere solo consapevole di esserlo è qualcosa che un uomo non può sopportare tanto facilmente.
Vivere questa consapevolezza nel modo migliore per non soffrire è viverla da spettatore.
E' come vedere te stesso come in uno specchio dove si riflette la tua immagine in modo tale che quando viene a sparire, su di te sparisca tutto e nella tua mente non ti rimanga niente, nemmeno il ricordo.
Soli non senza gli altri, soli con la propria mente questa è la cosa più brutta, sapere di essere soli dentro questa è la cosa peggiore.
Puoi essere solo tra la folla puoi essere solo senza folla ma essere solo con te stesso questo è il dramma.
Non pensare facendo parte dei tuoi pensieri, fa sì che tu sia spettatore non farti coinvolgere.
Quello che mi da fastidio è non poter dire le cose che penso è in cui credo in maniera tale da riuscire a farle capire agli altri.
Più delle volte quello che si pensa diventa difficile tradurle in parole, più dellle volte ci si limita a brevi frasi, quasi insignificanti o inaccessibili.
quando leggi un libro e ti soffermi su alcuni brani  ti accorgi di qualcosa che si riferisce ad alcuni tuoi pensieri e ti dici :
Guarda è scritto cosi bene, magari potessi farlo anche io...

lunedì 5 dicembre 2011

Dedicato a mia madre





A mia madre nel giorno del suo 93anni di vita…

Noi figli incominciamo a capire l’importanza di essere genitori quando anche noi lo diventiamo.
Il ricordo di te mamma è fatto di tanti piccoli momenti che ci hanno riempito la vita.
Noi non ci ricordiamo tutto, perche la nostra memoria a volte ci abbandona, ma ciò che conta, in questo momento, ed essere accanto a te e godere intensamente della serenità e calore che tu ci dai.
Purtroppo nel corso della nostra vita siamo stati costretti ad affrontare momenti di tristezza profonda come la morte prematura del nostro caro Antonio  e se ciò non bastasse la perdita di papà che io adoravo profondamente è di sicuro lui è stato il mio grande ispiratore colui che mi ha dato una grande forza interiore.
Ci sono altre cose che tu mi hai insegnato, alle quali io non davo quella importanza che si doveva, oggi quelle cose le metto in pratica quotidianamente.
Pensa, che oggi, coloro che mi conoscono bene, mi dicono che sono esagerato in alcuni dei miei comportamento ma io gli rispondo che tutto ciò è dipeso da quell'educazione che tu mamma e tu papà mi avete dato.
Spero che tutto ciò possa servire a coloro che dipendono da me come Giulia, Yenniffer, Morgan e Angelica.
Mi rattrista non poter più condividere questa gioia con papà, e per certi versi anche con te mamma, non perché tu non lo voglia, ma per quelle condizioni comuni a tanti anziani, come perdere la memoria o quella, forse la peggiore, di non riconoscere più le persone che ti sono difronte.
Ti posso dire, che comunque sia, io ti vedo oggi come non mai, serena e dolcissima, libera da tutti quei problemi quotidiani che prima ti assillavano, oggi ti vedo libera di alzarti quando vuoi, di mangiare senza preoccuparti della spesa di non fare sempre i conti alla vita.
Eri così dura con te stessa perché consapevole che la vita non ti regalava niente e che non era così facile come noi la vedevamo.
Alla famiglia dovevi dedicarti a tempo pieno e dovevi darci qui insegnamenti che ci sarebbero serviti da grande, risparmiavi su tutto pur di darci una vita serena e senza farci mancare niente.
Mi ricordo, anche quando Paolo stava male e gli compravi le medicine ancora sperimentali all'epoca riducendo in maniera giusta a noi tutti per sostenere paolo nella sua malattia riuscendo dopo tanto sacrificio a salvarlo e riportandolo in salute.
E' certo che a tutto questo anche il papà aveva contribuito a far si che tutto filasse per il meglio, anche la sua presenza ci ha di sicuro rafforzato molto.
Adesso io sono come te è sono felice di esserlo cosi come sono felice rassomigliare a quella testa dura di papà.









Oggi siamo con te, non tutti coloro che ti vogliono bene, ma cio non signifina nulla perché sono con te dentro il tuo cuore come tu lo sei nei loro.
Sono moltissimi anni che non festeggiavamo un compleanno insieme per questo sono stato felice di esserci con la yenniffer che desiderava venire e di questo gli sono grato.
Voglio chiederti scusa mamma per quelle volte che ti ho fatto del male per quelle volte che ti ho mancato di rispetto e di quando ho dubitato del tuo amore per me ho esagerato ma non perche non ti ami e perche anche io ho sofferto molto e ho tanta rabbia dentro e non riesco a trattenermi.
C'é  stato un momento che addirittura ho pensato che tu non mi amassi, che tu eri li perche eri obbligata da un certo tipo di cultura che imponeva la presenza anche quando tu non lo volevi, invece mi sbagliavo.
Non ti ho mai accarezzato i capelli e così come non ti ho mai baciato come oggi con quella dolcezza infinita che solo un figlio può fare e anche perché ti vedo cosi come ti avrei voluta vedere sempre.

Finalmente ho capito ed e per questo che ti auguro un felice compleanno mamma e un augurio grande anche a papa che mi guida da lassù, Vi adoro entrambi e spero che lo stesso amore che io provo per voi sia pari a quello che i miei figli avranno per me.
Arrivederci al prossimo compleanno mamma.
30/Novembre/2011

lunedì 28 novembre 2011

“Un popolo di pederasti”

   
 
I gay ? “Un popolo di pederasti”.
“Non si parla d’altro che di gay sdoganati e indemoniati. Non mi piace questa razza qui. Lasciamoli sfilare una volta l’anno tutti in coda, a Roma purtroppo. Preferisco la Minetti che è una bella ragazza.”
“A me piacciono le donne. Noi fascisti esaltiamo la mascolinità, la fierezza dell’uomo. All’epoca non c’era molta omosessualità”. Di un figlio gay, poi, neanche a parlarne: “Mi vergognerei terribilmente. Mi vanto che mio figlio ha fatto il servizio militare nei paracadutisti. Comunque cercherei di fargli capire che ci sono valori più importanti".
Così Giuseppe Ciarrapico, deputato del Pdl ha dichiarato alla Zanzara trasmissione di Radio 24, aggiungendo di preferire a loro Nicole Minetti.”.
Ciarrapico utilizza il termine ‘razza’ per definire gli omosessuali riportandoci indietro ad un tempo oscuro in cui omosessuali, ebrei, zingari e disabili venivano rinchiusi nei campi di concentramento nazisti
Ci sono studi, i quali confermano la teoria che l’omofobia non è altro che un gay represso e cioè un rigetto verso l’omosessualità, repressa ad arte da chi ha paura di ritrovarsi ad avere atteggiamenti o forme di pensiero che potrebbero far vacillare la propria sessualità, ed è per questo fanno di tutto per reprimerla ed ad allontanarne sia fisicamente che mentalmente.
Insomma, i principali oppositori dell’omosessualità non sarebbero altro che omosessuali mancati, che limitano le proprie tendenze per paura di guardarsi allo specchio.
Uno studio ha chiesto agli eterosessuali come si rapportassero in termini di disagio ed ansia con gli uomini gay. In base a questi punteggi, gli uomini sono stati divisi in omofobici e non-omofobici. Agli uomini sono stati mostrati video da tre-quattro minuti: uno di essi con sesso etero, un altro con sesso lesbico e un terzo con sesso gay. Mentre questo accadeva, un dispositivo era attaccato al pene dei partecipanti. Questo dispositivo misurava l’eccitazione sessuale degli uomini.
Il risultato? Agli uomini classificati come “omofobici” il pene si ingrossava anche alla vista del video di sesso omosex. A dimostrazione che tante chiacchere si infrangono davanti alla naturalità del comportamento umano.
Freud : dichiarò…
“Gli eterosessuali con le più spiccate caratteristiche anti-gay, a domanda, rispondevano di non essere eccitati da video sessuali maschili. Ma i loro peni raccontavano una diversa verità. Gli uomini omofobici erano i più eccitati sessualmente da atti omosessuali maschili”.
D’altronde, e PT lo ricorda, è stato per primo lo stesso Sigmund Freud a teorizzare che le nostre paure altro non sono che desideri nascosti e repressi per paura, appunto, di realizzarlo. Applicato alla psicologia sessuale, i dati mostrano un quadro abbastanza ben definito.
Il video che rende omaggio a coloro che hanno lottato per riaffermare la propria libertà di essere umano dando un insegnamento di dignità.
Che cos'è l'omofobia? In che modo si è espressa nella storia? Perché ancora oggi le religioni e alcuni gruppi sociali non accettano la "diversità" sessuale?
Un pregiudizio crudele di cui hanno fatto le spese, tra gli altri, il genio creativo di Oscar Wilde - condannato a due anni di lavori forzati dall'Inghilterra vittoriana per la sua relazione con il giovane Alfred Douglas - e quello matematico di Alan Turing - inventore del computer e decrittatore del Codice Enigma durante la Seconda Guerra Mondiale, sottoposto a castrazione chimica nell'Inghilterra del dopoguerra e costretto al suicidio - oltre a migliaia di anonimi perseguitati, torturati, uccisi a causa del loro orientamento sessuale.
La conclusione di tutto ciò è che la diversità a volte fa paura, ci sono molti uomini che fanno della paura uno stile di vita e cercano di coltivarla con altri in ambienti dove questa pratica è più comune per esempio in alcuni partiti politici ,oppure, nella peggiore delle ipotesi, in ambienti religiosi.
Tratto da alcuni articoli con alcune mie considerazioni.