Dedicato a tutti i piagnucoloni come me…
Monfalcone 26 Aprile 2016
Osvaldo
Tutto nasce il 31 marzo 2011... il desiderio di esprimere ogni mio pensiero riflessione e quant'altro mi passerà nella mia mente con il solo obiettivo di condividerle con gli altri, con l'obiettivo di migliorarmi sia nella vita sia nella grammatica Italiana.
martedì 26 aprile 2016
Cerchero di non piangere più
Visto che ultimamente mi emoziono di piu e verso sempre tante lagrime ho avuto questa ispirazione e ho fatto una promessa che...
Ho pianto e lo farò ancora
Ho pianto quando sono morti i miei genitori.
Ho pianto quando se ne andato mio nipote.
Ho pianto quando se ne sono andate persone a cui ho voluto bene.
Ho pianto tanto per Amore con la A maiuscola.
Ho pianto quando ero giovane e cercavo di trovare la mia strada.
Ho pianto quando a volte mi sentivo estraneo nella mia stessa famiglia.
Ho pianto quando aspettavo inutilmente un alito di vento che mi aiutasse a incasinarmi la vita e renderla avventurosa.
Ho pianto quando sentivo canzoni che mi entravano nell’anima.
Ho pianto quando ti rendi conto di non essere riuscito a spiegare meglio ai tuoi figli cosa è la vita.
Ho pianto perché a volte mi trovavo a discutere da solo con le mie contraddizioni da vecchio 60enne.
Adesso piango perché ho paura di non essere stato quello che volevo essere e non lo sono stato.
Ho pianto e non me ne vergogno e vado avanti cosi come sono senza paure e risentimenti.
Di certo non piangerò mai per aver fatto del male perché è qualcosa che non riuscirei a fare.
Cercherò di non piangere più, anche se sono convinto che chi piange è di sicuro più forte di coloro che non lo fanno.
Cosa è lo stile?
La domanda: cosa è lo stile ? : “Lo stile è un’evoluzione naturale. Qualcosa che si deve capire e costruire col tempo. Bisogna prima scoprire quello che ti appartiene e poi coltivarlo. Non si può fare tutto insieme.”
Mi sono messo a pensare a quelle volte in cui, pur indossando qualcosa di attuale,
non mi sentivo a mio agio. Alle volte in cui, dopo aver letto un
servizio di moda che bocciava un certo capo di abbigliamento che io
indossavo, mi scoprivo con quella sensazione di incompetente. Alle volte in cui ho acquistato che poi non ho mai indossato e a quando ho portato allo sfinimento qualcosa fino a logorarne il tessuto.E allora ho capito: è quello lo stile. È il coraggio di non omologarsi, il coraggio di vestirsi di ciò che piace a prescindere dalle mode del momento. È la disponibilità a conoscere, a provare, eppure non tradire mai il nostro corpo e la nostra indole, non ingannare il nostro riflesso nello specchio, ‘ché siamo unici, con le nostre forme, la nostra taglia, la nostra bellezza.
Ma ho capito anche che lo stile si crea strada facendo, prendendo qualche scivolone, concedendosi dei tentativi, andando dritta a un’idea o accettando un suggerimento. Lo stile si crea col tempo, sì, accumulando il gusto, ma non soltanto per le cose belle, piuttosto per il nostro corpo. Io ho scoperto il mio stile quando mi sono innamorato di me. Solo allora si è disposti a coccolare la propria immagine, quando l’accettiamo, la ammiriamo, ne scorgiamo i difetti con indulgenza, quando sentiamo il piacere di valorizzarla. Lo stile è amore verso se stessi. È un cappello a falda larga solo se ci fa sentire affascinanti, un paio di guanti solo se ci fanno sentire intriganti, una borsa che racchiuda ciò che ci sta a cuore.
“solo gli sciocchi seguono la moda"”, diceva Emilie du chatelet, tre secoli fa. E io mi associo, e mi piacerebbe molto aver sempre il buon gusto di venire a patti con le mode per restare sempre, inconfondibilmente, me stessa.
E voi? Cos’è lo stile per voi?
E qual è l’oggetto che rappresenta il vostro stile?
mercoledì 6 aprile 2016
Perdonare?
Io ci sono riuscito, ho aspettato un pò, certo, ma ci sono riuscito, adesso spetta a voi farlo...
...Quante volte dopo aver subito un’offesa, un torto, un’aggressione,
superata la fase della rabbia ci siamo chiesti se sia giusto perdonare ?
Rispondere a questa domanda non è facile. C’è qualcuno che è
contrario al perdono perché riteneva che fosse una caratteristica dei deboli perché
incapaci di affermare i propri diritti o incapaci di ribellarsi e di
vendicarsi.
Altri lo considerano possibile solo nel caso di una
sottomissione al più forte o nel caso di un puro narcisismo al sentirsi
superiore agli altri perdonando.
La capacita di perdonare, naturalmente, è anche legata
all’entità dell’offesa o torto subito e all’importanza che riveste per l’offeso
la persona che la ha inflitta.
Di cero il perdono richiede tempo e può avvenire solo dopo
che vi sia stato un percorso mentale su l’offesa ricevuta, che permetta di
placare la rabbia, il desiderio di vendetta o di punizione di chi ha inflitto
il tutto.
Dimenticare non significa perdonare ma è il solo modo per
rendere il tutto meno doloroso.
Nello stesso modo perdonare non significa riconciliarsi ma
semplicemente non intendiamo più avere nessuna relazione in futuro con la
persona che ci ha offeso.
Sono del parere che se non vogliamo dimenticare una persona
l’unico modo che abbiamo è odiarla, in più rende più vivo chi ci ha offeso. Tutto
questo crea dipendenza. L’altra faccia del perdono è l’odio e l’odio crea
dipendenza affettiva.
Per perdonare bisogna anche guardare la realtà dal punto di
vista di chi ci ha offeso, comprendendo quelle che possono essere state le
motivazioni delle quali possa essere stato, a sua volta, vittima chi ha offeso.
Bisogna anche riconoscere eventuali errori che possano aver contribuito alla
genesi del torto. Questo insieme di cose potrebbero agevolare la concessione
del perdono.
Perdonare, quindi, come gesto di amore per se stessi,
perdonare anche se stessi di aver
permesso all’altro di farci del male.Non dimentichiamo che gli altri ci
trattano come noi li permettiamo di trattarci. In questo senso il perdono può
rappresentare un’occasione di crescita personale perché quello che è accaduto
non accada più.
21 giugno 2015
Cio che accade non accade mai per caso, ha sempre un senso, spetta a noi coglierlo per proseguire nel modo migliore la nostra vita e condividerla con le persone che amiamo...
Disse John Fitzgerald Kennedy :
“Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi”.
mercoledì 25 dicembre 2013
Grazie papà
Grazie papà
Ti sei sacrificato per me anni fa non abbandonandomi come avrebbero fatto altri o come ti hanno detto in tanti, ti ringrazio sempre di questa tua scelta, adesso quei tanti che ti avevano detto lascia perdere, pensano il contrario, perché vedendomi come sono ora vorrebbero avermi loro, perché sanno che valgo molto, ma io sono così solo grazie a te e alla mamma, dopo aver ascoltato per anni quello che dicevi sulla politica e su tutti quei programmi, ho imparato molte cose, e ho imparato ad avere il mio punto di vista sul mondo, tu sai benissimo che fin da piccola ho avuto le idee chiare su cosa fare della mia vita, e oggi ho imparato come realizzare tutte le mie idee per cambiare il mondo.
Ho sempre voluto che tu fossi orgoglioso di me, perché so che ci tieni al fatto che io diventi qualcuno, ma voglio precisare che quello che faccio prima di tutto lo faccio per me stessa, perché se non fosse così non arriverei da nessuna parte.
Lo so che tantissime volte ti faccio arrabbiare, e mi dispiace, tu dici sempre che sono insensibile e che dovrei migliorare, come dici tu ora in confronto a quando ero piccola sono una “Stronza” (scusa la parola) ma non ti ho mai detto perché alla fine sono così, mi sono sempre giustificata dicendo che si cresce, ma non è vero, io sono così per molti altri motivi, che con il tempo mi hanno fatto chiudere in me stessa e hanno creato in me come una corazza che non lascia passare niente, non lascia uscire emozioni e non le lascia entrare, lo so è sbagliato tenersi tutto dentro, ma ho paura, non l’ho mai detto ne a te ne alla mamma, ma dall’ultima volta in cui sono stata a Cuba non mi sono più ripresa, ho incominciato ad accumulare tutto il dolore, l’odio, la tristezza, fino al punto in cui non sapevo più come contenerlo, e così ho incominciato a prendermela con tutti anche con voi, rispondendovi male perché ero arrabbiata dentro che le mie parole contenevano solo quello che provavo in me, per me è sempre stato molto difficile relazionarmi con gli altri perché non riuscivo a fidarmi di nessuno, per paura di essere di nuovo abbandonata, e quindi non lasciavo avvicinare nessuno, perché se mi fossi affezionata magari avrei sofferto se mi avrebbe lasciato, quindi io trattavo tutti male perché mi odiassero e non si avvicinassero, facevo in modo che le persone avessero paura di me, perché nessuno si avvicinerebbe a qualcuno sapendo che questa persona li incute timore, probabilmente adesso sarai sorpreso perché non ti aspettavi che io provassi questo, nel corso del tempo ero stufa di questa vita, perché ero sempre costretta a prendere scelte sempre più dolorose, e quindi a dovere diventare sempre più cattiva con me stessa e con gli altri, una volta quando eravamo in macchina , ti avevo detto se potevo andare dallo psicologo e mi ricordo che tu hai risposto “ per cosa” tu non ne hai bisogno, sei forte e io sono stata zitta, forse adesso dopo aver letto capisci perché te lo avevo chiesto,io ho bisogno di sfogarmi, ho bisogno di vivere la mia vita sapendo di non dover scegliere la via più dolorosa e infelice per dover soffrire e sentire quei dolori che ho provato da un rifiuto, con quella tua risposta, ho capito che in realtà nessuno aveva mai capito come mi sentivo, io non sono forte come credi, io lascio che la gente pensi che io lo sia , e anche tu e la mamma ci avete creduto come tutti gli altri. Mi dispiace per queste mie parole, mi dispiace per non essermi mai confidata, ma io avevo paura, e mi comporto ancora così come mi sono descritta perché ho ancora paura e ne avrò sempre io cerco di colmare il vuoto dentro di me da molto tempo, tramite tutto ciò che rendeva felice te e il nonno per cercare di dare uno scopo alla mia vita, ma invano, non ci sono mai riuscita, ti ho confidato tutto ciò perché vorrei che tu capisca quanto è importante per me andar via da qua, e lo so che sarà difficile per tutti, ma io ne ho bisogno, ho bisogno di cambiare aria, di ricominciare da capo la mia vita e finalmente cercare di affrontare il dolore superarlo e lasciando entrare le emozioni, ora mai non ho più ricordo, di cosa significhi voler e lasciar volere veramente bene a una persona, è da tanti anni ormai, più o meno da quando è morto il non, che non ricordo un momento in cui sono stata felice di essere nata, anzi, negli ultimi anni non faccio altro che rimpiangerlo.
Oggi dovrebbe essere un giorno di festa, è Natale, bisogna fare dei bei doni, ma tu hai sempre detto che il miglior dono è un bacio, un abbraccio e la presenza di una persona che ti vuole bene, così ho voluto farti questo regalo, la mia sincerità, un bacio, un abbraccio e la mia presenza.
Buon Natale papà, e spero che tu d’ora in poi tu mi capisca di più, non rimanerci male, ma coglilo come qualcosa di positivo.
Yenniffer Natale 2013
sabato 7 settembre 2013
Un Buon Leader
Un Buon Leader
Inspiration : Saper ispirare
Focus on team interests and needs : Concentrarsi su interessi di squadra
e i sui bisogni
e i sui bisogni
Stimulations work : Stimolazione lavoro
Recognitions : Riconoscimenti
Encouragement : Incoraggiare
Support : Supporto
Expects the best : Auspica che il migliore
Clear Communication : Comunicazione chiara
Vision : Visione
Good Example : Buon esempio
Clear Goals : Obbiettivi Chiari
Integrity : Integrità.
...
Quando entriamo in un gruppo, dobbiamo gradualmente diventare una parte integrante dell'organizzazione. Il rapporto sarà di reciproca influenza : dobbiamo cautamente intervenire sulla collettività e, a nostra volta, lasciarci plasmare dalla compagnia degli altri.
Esercitare un'influenza su qualcuno richiede un grande intuito.
Dobbiamo sapere quando agire, quando restare passivi, quando gli altri sono ricettivi e quando invece non ci ascoltano. Tutto ciò naturalmente una certa esperienza, e per coltivare la sensibilità necessaria occorre partecipare a un gran numero di relazioni, dalla vita familiare a quella di gruppi e comunità. Vivremo, nel tempo, momenti di frustrazione e di successo, ma in entrambi i casi sarà essenziale la tenacia. Se le nostre iniziative verranno ascoltate dovremo resistere mantenendo la nostra posizione, o cambiandola se una migliore s'impone. Se avremo successo non potremo affidarci unicamente al carisma, ma dovremo anche impegnarci per realizzare appieno ciò che il gruppo ha deciso di fare.
La vera leadership è una combinazione di iniziative e umiltà. Il leader migliore resta in ombra, guidando ma senza attirare l'attenzione su di sé. Se il gruppo dimostra di possedere una direzione in cui procedere, il leader è già soddisfatto . Esigere credito è inutile : il credito verrà automaticamente riconosciuto quando gli altri comprenderanno che a portarli al successo è stat la sua sottile influenza.
Tratto Tao "365 meditazioni"
mercoledì 28 agosto 2013
L'ipocrisia...
L'Ipocrisia
Voglio morire, anche se fossi solo, l’importante è mantenere
fede alle proprie idee.
Non sono disponibile a scambiare la verità con l’ipocrisia.
L’Ipocrisia è concessa solo ai puri per il semplice motivo
che loro la utilizzano solo per amore e non per puro gusto o più semplicemente
per interesse.
Quando a un certo punto della tua vita ti ritrovi a dover
fare i conti di quello che sei stato, delle scelte che hai fatto cercando di
tornare indietro nel tempo semplicemente attivando il tasto replay nella tua
testa usando il cuore per ritrovare quei momenti, situazioni in apparenza poco
importanti ma che analizzando ti rendi conto che alcune scelte sono state
determinate proprio da quei piccoli e insignificanti momenti.
Gli amici o più semplicemente persone che hanno attraversato
la tua vita, anche per brevi periodi, sì, anche loro hanno fatto si che le tue
scelte siano state proprie quelle.
Di certo, non tutto quello che tu hai voluto non si è
avverato per colpa o per sfortuna ciò non toglie che sono state scelte tue è
questo è importante.
Posso dire che ho fatto quello che infondo, nel bene
o nel male, Io lo voluto.
domenica 21 aprile 2013
Decisioni più durature...
Guardiamoci dentro, chiedendoci se siamo capaci di atti di eroismo e di
grandezza.
La verità è che ogni volta che compiano un'azione
questa ha un impatto, ogni singola cosa che facciamo ha un effetto su chi ci
circonda, ogni nostra scelta produce una reazione a catena nel mondo.
Il più insignificante atto di generosità può
causare una reazione a catena di benefici imprevisti verso persone che non
conosciamo, i risultati che non conosceremo mai ma che comunque in un momento
in cui tutto è possibile, l'istante in cui è stata fatta una scelta o compiuta
un'azione, le reazioni a catena più durature innescate in quei momenti da
quelle azioni e da quelle scelte sono sempre decisioni ispirate
dall'amore.
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